Dati, cifre e note gossip calcistico mentre l’Atalanta è ancora in bilico per il suo futuro prossimo. Mancano due turni al termine della stagione ma già oggi alcuni numeri chiariscono l’andamento di un campionato decisamente altalenante tra cambio di allenatore, diverse concezioni tattiche e risultati non sempre in linea con le aspettative del popolo atalantino. E’ una Dea bifronte: alla pari con le grandi, vale a dire le squadre che le stanno davanti in classifica e in difficoltà con le piccole con risultati che hanno smorzato le ambizioni di conquistare in primi posti validi per Champions o per l’Europa League. Eppure la rosa della prima squadra, tra arrivi e partenze nel mercato di gennaio, è sempre stata ritenuta valida e competitiva.
Ecco le note gaudiose: nei dodici scontri diretti con le prime sei della classifica i nerazzurri hanno conquistato tre vittorie e sei pareggi mentre sono tre le sconfitte. Con l’Inter la Dea è stata sconfitta in casa (1-0), gol al 20’ della ripresa di Lautaro su errato disimpegno di Djimsiti, a San Siro il pareggio (1-1). Alla rete di Esposito ha risposto Krstovic con finale incandescente. A Napoli la prima di Palladino, sconfitta 3-1, partita finita dopo il primo tempo, a Bergamo (2-1) Samardzic con un colpo di testa sorprendente regala nel finale il gol della vittoria. Un pari (1-1) e una sconfitta (0-1) con la Juventus, a Torino un errore di Kossounou consente ai bianconeri di pareggiare dopo il vantaggio di Sulemana, a Bergamo sconfitta beffarda con un primo tempo dominato. Col Milan stiamo ancora raccontando la spettacolare vittoria (3-2) di domenica, all’andata un pari (1-1) con tanti rimpianti. Il tanto atteso confronto con Gasperini è favorevole ai nerazzurri: 1-0 a Bergamo grazie al gol di Scalvini, all’Olimpico avanti con Krstovic, poi Hermoso segna per i giallorossi. Doppio pareggio con il Como: 1-1 a Bergamo, segna Samardzic, risponde Perrone, 0-0 in riva al lago giocando in dieci (espulsione di Ahanor) per ottantaquattro minuti.
Con le squadre medie e piccole si apre un “cahier de doleance”. Impietose le cifre dell’era Juric: cinque partite zero vittorie, tre pareggi e due sconfitte. Si comincia con l’inquietante pareggio (1-1) casalingo col Pisa: autogol di Hien, poi Scamacca fa l’uno a uno, stesso risultato a Parma (1-1) dove segna Pasalic poi pareggia Cutrone, altro pareggio (1-1) a Cremona, agguantato da Brescianini nel finale al termine di una pessima prestazione, a Udine sconfitta (1-0) senza attenuanti, poi il crollo casalingo (3-0) col Sassuolo che costa la panchina al tecnico croato. Bilancio non particolarmente brillante nemmeno con Palladino: a Verona una sconfitta (3-1) e probabilmente la peggior prestazione di tutto il campionato, a Pisa (1-1) pareggio e partita da dimenticare, con il Sassuolo (2-1) altra sconfitta con l’aggravante di aver giocato in superiorità numerica per ottantasei minuti, un pari (2-2) in rimonta grazie alla doppietta di Scamacca in casa con l’Udinese. Poi Genoa e Cagliari. A Marassi vittoria (1-0) all’ultimo minuto grazie al colpo di testa di Hien dopo aver giocato una partita in superiorità numerica per novantacinque minuti. Con i rossoblù sardi, vittoria (2-1) in casa e sonora sconfitta (3-2) a Cagliari.
In attesa di Bologna e Fiorentina (due vittorie all’andata, entrambe dell’era Palladino), aggiungiamo i sei punti conquistati col Torino, divisi a metà dai due tecnici, e i quattro tolti alla Lazio, dimentichiamo il doppio confronto di Coppa Italia.
Se il confronto con la prime sei della classifica certifica, al di là dei risultati, prestazioni più che lusinghiere e di alto livello, a parte la partita di Napoli, le sfide con le squadre di medie e bassa classifica sono decisamente deficitarie sia nei risultati e, in modo particolare, nelle prestazioni. Quantificare i punti gettati al vento non ha valore scientifico, anche perché con eventuali cinque-sei punti in più sarebbe sempre settimo posto.
Nel frattempo non mancano pillole di calciomercato che si sta trasformando sempre più in un gossip quotidiano. Lunedi a Portofino Luca Percassi ha ricevuto il “Premio Nazionale Gianni Di Marzio” come miglior dirigente dell’anno. E ha risposto alle domande dei colleghi di Sky Sport intorno al futuro dell’Atalanta. Non ha affatto escluso l’addio di Tony D’Amico (Milan, Roma) e l’arrivo di Cristiano Giuntoli, sempre più probabile. Su Palladino ha dichiarato che l’incontro è previsto dopo l’ultima di campionato anche se tutti, ma proprio tutti, compreso uno “strano” articolo apparso sulla Gazzetta dello Sport, danno per certo che il tecnico napoletano non verrà confermato. Siamo solo alla prima puntata.
Giacomo Mayer
mercoledì 13 Maggio 2026

