Atalanta resistente. Segna con Raspadori un gran gol, sfiora il raddoppio, soffre le avances del Sassuolo e subisce il pari, poi indomita e con un po’ di fortuna torna in vantaggio, meritato, con Kristovic e manda negli annali del campionato la prima vittoria. Ci voleva, soprattutto dopo i patemi d’animo di giovedì scorso e in vista alla decisiva sfida in terra ungherese contro l’Hapoel. Maurizio Sarri battezza l’esordio con un successo. Si sa, le “prime” spesso sono complicate. Negli ultimi ventisei anni, campionati di serie A, nessun allenatore aveva mai vinto la prima in casa. Vavassori, Colantuono, Mandorlini e Reja si erano già accomodati sulla panca atalantina la stagione precedente, Del Neri aveva pareggiato a Reggio Calabria, Gregucci sconfitto all’Olimpico, la prima di Gasperini è entrata negli annali col famoso 4-3 della Lazio e, nella scorsa stagione, i malumori intorno a Juric cominciarono con l’1-1 col Pisa. Maurizio Sarri, di conseguenza, doveva confermare il trend negativo oppure ribaltare pronostici e tradizioni. Ha meritato la seconda opzione.
Una partita dai vari volti e altrettante impressioni: l’Atalanta ha governato la partita, con alti e bassi, il Sassuolo ha affrontato il match senza paura, cercando di giocarsela ma non è bastato perché ha avuto la meglio la squadra con maggior caratura tecnica e più efficace in zona gol. Farfalloni amorosi gli attaccanti di Aquilani. Stavolta non c’è stata, almeno all’inizio, la timidezza nel gioco e nelle proposte e così dopo sei minuti l’Atalanta è passata in vantaggio con Raspadori, su assist di Gaetano, uno dei migliori, che anticipa Bowie e appoggia all’attaccante atalantino che fulmina Matic. Si continua con Gaetano sempre più in palla, Zappacosta altrettanto sulla destra mentre in mezzo Pasalic e Ederson tengono il campo, Scamacca ispirato fa salire la squadra e sventaglia palloni al bacio per i compagni e si muoverà cosi per tutta l’ora di gioco, nascono le occasioni del raddoppio con Zalewski che si divora il gol, anche Raspadori mentre Zappacosta, durante la solita impressionante cavalcata, scheggia la traversa. Poi cresce il Sassuolo ed ecco il solito Carnesecchi che entra in azione e para di tutto e di più, soprattutto su Laurientè e su Volpato. Intanto i due registi, Gaetano per l’Atalanta e Matic per il Sassuolo, sono liberi di impostare la manovra. I neroverdi, dopo la mezzora di spavento, si riassestano, guadagnano la manovra e terminano il primo tempo pericolosi dalle parti di Carnesecchi anche perché i nerazzurri, colpevolmente, sono arretrati metro dopo metro. Nel secondo tempo la formazione di Aquilani ci crede e agguanta il pari: Scalvini manda in fallo laterale un pallone innocuo, lunga rimessa di Doig, Kossonou di testa all’indietro, Odenthal sfrutta l’errore e di testa batte Carnesecchi. Al quarto d’ora Sarri cambia: De Ketelaere, Samardzic e Krstovic, tutti e tre protagonisti di un’ottima mezzora, sostituiscono Pasalic, Zalewski e Scammaca, anche loro decisamente positivi. Come Kolasinac entrato al posto di Bernasconi. E’ entrato in campo anche il nuovo acquisto. Elmas Comunque c’è il tempo per guardare Laurientè fallire il 2-1 ma c’è anche il tempo del gol della vittoria: rilancio di Carnesecchi, Macchioni sbaglia la marcatura su Krstovic, il montenegrino ne approfitta e con un siluro infila Matic. Insomma un’Atalanta convincente e pronta per affrontare l’Hapoel. Difficile trovare un nerazzurro insufficiente: di sicuro Kossounou nell’occasione del pari, gli altri con bei voti anche se Ederson ha pasticciato un po’ troppo mentre Carnesecchi, Gaetano, Zappacosta, Scamacca sopra la media.
Giacomo Mayer