Spesse volte basta un gol per conquistare una vittoria. E’ successo all’Atalanta che, grazie alla rete messa a segno dal redivivo Scalvini, ha incamerato tre punti preziosissimi al termine di una sfida senza esclusione di colpi con la Roma tra gol contestati, gol annullati, scontri verbali e anche fisici sempre nella logica di una partita di calcio. Dunque la Dea ha vinto con merito e i giocatori in maglia nerazzurra hanno dimostrato, forse per la prima volta in questa stagione, di non aver dimenticato quelle virtù calcistiche inculcate loro dall’allenatore che stazionava sulla panchina avversaria, Gian Piero Gasperini. Se fino alla scorsa notte in parecchie partite l’Atalanta aveva dato l’impressione di aver scordato certi insegnamenti, stavolta li ha riproposti con dovizia, grazie al lavoro, quasi certosino, di Raffaele Palladino che li ha ammodernati. Ed ecco i frutti, benché siamo in un gelido inverno ma solo meteorologico, copiosi e veritieri che stanno cominciando a produrre un buon raccolto. L’Atalanta ha vinto perché non voleva continuare a stazionare nel limbo per altre partite, aveva urgente necessità di una svolta. Adesso aspettiamo solo qualche giorno, mercoledì prossimo a Bologna, per sancire la conferma del nuovo cammino.
Era una notte particolare per il ritorno a Bergamo di Gasperini. Tanti saluti non particolarmente calorosi, uno striscione in Curva Pisani, al minuto venticinque “Un decennio di gloria scolpito nella nostra storia. Dividerci un colpo al cuore. Ritrovarci una grande emozione. Bentornato Gasp. Indelebile simbolo di Bergamo campione”…..” e un altro in Curva Morosini “Una bella storia si giudica anche dal finale. Peccato” che ha rimarcato un addio un po’ così.
Poi la partita che si è subito trasformata in un confronto ruvido ma intenso di marca atalantina. Palladino ritrova, finalmente, Scalvini che affianca Djimsiti, partita strepitosa la sua, e Kolasinac, poi sostituito per infortunio da un ottimo Ahanor, mentre l’unica novità è rappresentata da Zalewski, primo tempo spettacolare, alto a sinistra a far compagnia a De Ketelaere e a Scamacca. Gasperini effettua, per causa di forza maggiore, un solo cambio rispetto alla partita con il Genoa: l’olandese Rensch al posto dell’acciaccato Wesley. E la differenza si nota subito perché da quella parte Zappacosta, De Ketelaere e gli inserimenti di Scalvini schiantano la Roma e a sinistra Bernasconi e un super Zalewski creano scompiglio. E proprio nelle zone laterali l’Atalanta domina e vince. In una notte gelida non mancano i brividi ma non sono causati dal sottozero ma da un incauto alleggerimento di Ederson, anche stavolta così cosi, ne approfitta Dybala ma Carnesecchi si oppone prima a lui e poi a Ferguson, sulla ribattuta dello scozzese salva di testa Djimsiti. Immediato rimedio all’errore con l’Inter. Lo spavento si esaurisce qui. Perché l’Atalanta impone un ritmo forsennato alla partita, aspetta e riparte mentre i duelli e gli scontri vengono vinti sistematicamente dagli atalantini. Il gol del vantaggio al 12’ nasce da un angolo battuto da Zalewski, Scalvini si butta praticamente in porta sfruttando l’errore di Svilar in uscita, altro che fallo, e col petto spedisce in rete. Dopo due minuti e mezzo il Var sancisce il gol. La Roma cerca di rimediare, cade nelle trappole disseminate qua e là da Palladino e permette ai nerazzurri le risposte in contropiede che purtroppo non hanno conclusioni efficaci. Poi arriva il raddoppio: imposta Scamacca per Bernasconi, pronto cross e di testa l’attaccante romano realizza mentre Hermoso e Rentsch si appisolano. Tra lo stupore generale Fabbri indica che è stato chiamato al Var (Maresca-Di Paolo) e dopo sei minuti di attesa va al monitor e annulla il gol per fuorigioco di Scamacca nell’azione di partenza: l’annuncio sembra scritto da un azzeccagarbugli qualsiasi: “il numero 9 interviene con immediatezza dopo il controllo di Hermoso”. Mah. Si continua a giocare ma manca il gol del raddoppio e con la Roma non è il caso di perdere ritmo. Subito nel secondo tempo i giallorossi s’avvicinano pericolosamente dalle parti di Carnesecchi che è sempre vigile e attento prima su Ferguson e poi su Soulè. Ci pensa anche Djimsiti a sventare una combinazione tra Dybala e Wesley. L’Atalanta risponde con De Ketelaere, con Zalewski e su contropiede di Ederson Bernasconi potrebbe raddoppiare ma angola il tiro in modo eccessivo. La sfida continua fino alla fine con i nerazzurri che non si fanno mai sorprendere. Poi nei minuti di recupero Krstovic ha l’opportunità del 2-0 ma Svilar para. Vittoria strameritata e tanti saluti. Chi è stato il peggiore in campo dell’Atalanta? Stavolta nessuno e Palladino è uscito dal campo osannato dal popolo nerazzurro.
Giacomo Mayer
domenica 4 Gennaio 2026

