NAPOLI

– Strepitosa Atalanta. Sbanca Napoli con una tripletta a cura di Miranchuk, Scamacca e Koopmeiners e chiude nel migliore dei modi gli scontri con le avversarie di alta classifica. Una partita perfetta: dominio, controllo e offesa e il Napoli costretto ad adeguarsi con difficoltà mostrando tutti i suoi limiti strutturali, fischiato sonoramente dai suoi tifosi. Il successo al Maradona conferma che i nerazzurri stanno preparandosi nel migliore dei modi al rush finale e all’interminabile successione di partite, una dopo l’altra per lunghi giorni. Un’Atalanta così non può che prendersi la ribalta del palcoscenico calcistico e conferma che nel girone di ritorno si vince con continuità anche in trasferta, sconfitta solo a San Siro dall’Inter. Oltre i gol a raffica. Insomma ci aspetta una primavera rigogliosa.
Gasperini continua col suo turnover scientifico e vincente in vista della Coppa Italia (mercoledì andata a Firenze): Hien, Hateboer e Pasalic, in panchina Djimsiti, Koopmeiners e Ruggeri, conferma in attacco della coppia, per ora vincente, Miranchuk-Scamacca. Nel Napoli manca solo Kvaratskhelia. Prima del fischio di Pairetto, ottima direzione, il Napoli si stringe intorno a Juan Jesus e tutti i giocatori partenopei in ginocchio come nel Black Lives Matter. L’Atalanta mette subito in chiaro su come sarà l’andamento della partita: lancio di Pasalic per Miranchuk che s’invola verso Meret ma colpisce il palo. Sono i nerazzurri a far la partita: in mezzo al campo De Roon non ha problemi su Traore mentre Ederson controlla Anguissa, Pasalic non fa respirare Lobotka, sulle fasce Hateboer e Zappacosta hanno licenza di attaccare soprattutto dalla parte di Mario Rui, in difesa Kolasinac deve stare attento alla velocità di Politano mentre Scalvini non ha problemi contro Raspadori, Hien mortifica Osimhen. Ci pensa Scamacca a far salire la squadra e Miranchuk a finalizzare. Messa così la partita, c’è solo da aspettare il momento del gol che arriva al 26’: cross di Zappacosta per Hateboer che mette in mezzo, Pasalic, sul palo di destra di Meret, tocca di tacco, Miranchuk è lesto a sfruttare la dormita della difesa partenopea e a segnare. Vantaggio meritato. Si fa notare anche Carnesecchi ad anticipare Osimhen. Ma è l’Atalanta che domina e sfiora il raddoppio con Pasalic che si allunga troppo il pallone, poi preda di Meret. Sul finire del primo tempo il raddoppio: Scamacca tenta il tiro, deviazione di Rrahmani, Miranchuk rilancia Scamacca che realizza il raddoppio.
Nella ripresa Calzona effettua subito due cambi: Zielinski per Traore e Ngonge per Raspadori. I due sembrano dare nuova vita al Napoli ed è soprattutto il polacco, futuro interista, a creare problemi: prima deve salvare De Roon, pochi minuti dopo colpisce il palo, l’azione non finisce perché Osimhen cerca di infilare Carnesecchi ma il portiere atalantino ha i riflessi pronti e sventa sul palo. Gasperini corre ai ripari: dentro Ruggeri, Koopmeiners e Lookman per Zappacosta, Pasalic e Scamacca. Il Napoli è più spigliato rispetto al primo tempo, l’Atalanta non corre pericoli. Kolasinac ammonito lascia il campo per Djimsiti e dopo un salvataggio estremo su Lindstrom si infortuna Scalvini, lo sostituisce Toloi. Le azioni pericolose sono di marca atalantina: paratona di Meret su Miranchuk, dopo una combinazione Koopmeiners-Lookman che al 32’ sfiora il 3-0 ma salva il portiere del Napoli. Si fa notare anche Carnesecchi che nega il gol, in due occasioni, a Osimhen. E arriva il 3-0: Koopmeiners allarga a Ruggeri che gli restituisce il pallone, da sinistra l’olandese manda il pallone in rete sul palo più lontano.
Giacomo Mayer