La fine della storia, no la storia continua. Ed è una sorpresa senza paragoni: se ne è andato Marten De Roon, è tornato Franck Kessié. Nel mondo del calcio le giravolte improvvise, i cambi di maglia repentini sono all’ordine del giorno. Del resto, non è il caso di gridare allo scandalo anche perché i calciatori sono professionisti che vanno in nuove squadre per volontà loro. Con la “legge Bosman” tutto è cambiato e così anche le bandiere si ammainano in fretta e furia. Marten De Roon, 445 presenze con la maglia nerazzurra, record assoluto conquistato nell’anno domini 2026, di cui 77 tra Champions e Europa League, 20 gol realizzati, è passato alla Roma, voluto da Gianpiero Gasperini, di cui a Bergamo fedele portavoce calcistico. “Dovrei essere felice ma è un giorno difficile”, ha dichiarato l’ex capitano lasciando la città che gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Il popolo atalantino è in subbuglio perché non sospettava questo addio. Comunque non si tratta di un tradimento ma di una scelta di vita calcistica condivisibile. E anche di ammaestramento per tutti coloro che parlano e scrivono di bandiere e di fedeltà perenne ai colori societari. Non è così e non può esserlo. De Roon ha compiuto 35 anni, non ha acciacchi e non ha patito infortuni particolarmente gravi, si sente ancora in grado di dire la sua in mezzo al campo e quindi ha colto al volo, dopo un mese triste, come egli ha affermato, la proposta di Gasperini con l’avvallo dei Percassi. Che, anche stavolta, si sono dimostrati generosi con un gesto di gratitudine verso i giocatori che, negli anni felici, hanno regalato successi sia in campionato che nelle due prestigiose competizioni europee con la conquista dell’Europa League. In pratica a Djimsiti prima e ora a De Roon hanno concesso con magnanimità il lasciapassare. L’ex capitano non rientrava nei piani tattici di Maurizio Sarri, solo venti minuti nella partita con l’Athletic Bilbao nel Trofeo Bortolotti e solo panchine tra il doppio confronto con l’Hapoel e con il Sassuolo in campionato. Avrebbe svolto il ruolo di riserva di Gaetano ma la situazione si è vieppiù complicata con il tesseramento prima di Elmas e poi di Kessie. Quindi nella notte l’accordo con la Roma e sabato sera all’Olimpico lo ritroveremo da avversario della Dea e si può immaginare, già da adesso, il suo stato d’animo. Ebbene, solo poche ore prima, nel primo pomeriggio di sabato l’Atalanta ha mostrato sul suo sito la foto di Franck Kessié che firmava il contratto (tre anni più opzione per il quarto e 4 milioni annui d’ingaggio) che lo lega al club nerazzurro insieme ad Antonio e Luca Percassi e Cristiano Giuntoli. La Juventus aveva “soffiato” Alajbegovic all’Atalanta, ed ecco restituito il colpo con Kessié e senza pagare il cartellino a nessun club, perché il centrocampista ivoriano era svincolato. E dopo l’arrivo di Elmas si completa, e in maniera sostanziale e sostanziosa, il centrocampo, un po’ asfittico in questo avvio di stagione. Mediano destro di quantità ma anche con sprazzi di qualità, potrebbe giocare anche da regista, seppur atipico, eppure in grado di coprire tutte le posizioni in quel settore nevralgico del gioco sarriano. E non sembra finita perché girano voci intorno a Saelemakers, Dao, Mbangula, Cabal e Romagnoli. E Rowe? Ore di fuoco e fiamme.
Giacomo Mayer