Un velenoso colpo di coda mortifica eccessivamente l’Atalanta che torna a casa da Amsterdam con una sconfitta sicuramente inattesa per come si era svolta la partita. Sicuramente sono mancate la precisione e quel tocco di ferocia che scaturisce in gol nell’area avversaria. Soprattutto nel secondo tempo. Raccontiamo i minuti finali e decisivi: 42’ lancio di Brandt, Arokodare anticipa di testa con forza Obric, ultimo uomo, se ne va ed infila Carnesecchi. Non bastasse il kappao. Ecco Ouzane, da sinistra entra in area anticipando due atalantini e fulminando il portiere nerazzurro. Certo, dopo un primo tempo timido e senza tiri né occasioni nella porta di Ter Stegen, il secondo tempo alimentava qualche speranza con un gioco decisamente più convincente ma senza mai riuscire a trovare l’occasione per scardinare la porta degli aiacidi. Perlomeno il dominio era concreto e la Dea cresceva, riuscendo ad intimidire gli avversari mentre il reparto difensivo ere perfetto. Comunque alto il tasso di imprecisioni quando nascevano le opportunità di colpire in maniera efficace. Così è bastato un errore che ha permesso alla squadra di Michel di approfittare e di vincere, dopo aver attaccato senza mai creare palle gol, a parte il palo di Rosa all’inizio di partita. Ma l’Ajax due gol li ha portati a casa, l’Atalanta è rimasta a zero. E se non si segna, l’inciampo è sempre dietro l’angolo.
Sarri continua nel giro di giostra nella ristretta rosa a disposizione in questo frangente della stagione: tornano in campo dal primo minuto: Obric, che è una scelta obbligata, Zappacosta, che torna a sinistra, quindi Gaetano, Zalewski e Scamacca e cinque ragazzini in panchina a completare la formazione: Sonzogni, Idele, Levak, Bonanomi e Isoa. Conservativo invece Michel che rispetto alla partita vinta (5-2) col Groningen riporta in mezzo alla difesa Baas e poi conferma gli altri dieci. E anche gli olandesi hanno l’infermeria piena: Caio Henrique, Gaaeei, Berghuil, Edvarsen, Blindt, Dolberg e Adinga. Come a dire, ci si consola a vicenda.
Primo tempo di contenimento e di controllo della partita. E senza affanni. L’Ajax, disposto col 4-1-4-1, ha il predominio del gioco e attacca per vie centrali per poi spostare l’azione sugli esterni, Rosa e Gloukh, e arriva con certa frequenza dalle parti di Carnesecchi. Un palo di Rosa, al quinto, dopo una carambola di Kristensen su tiro di Klaassen. Eppure le varie incursioni dei biancorossi sono vane, si perdono con conclusioni bloccate facilmente da Carnesecchi: la difesa tiene senza problemi, solo un tiro di Mokio per Carnesecchi, per Ter Stegen nemmeno quello. Infatti la Dea fatica a salire, Ederson pasticcia, Gaetano fa quel che può, comunque quando i nostri spingono verso l’area biancorossa lo fanno, in modo particolare, con Bellanova, ancora tra i migliori, e Zappacosta. Poi si nota anche un’incursione dell’Atalanta: Zappacosta crossa in mezzo, al volo Gaetano spedisce sopra la traversa. Nel secondo si comincia a intravedere il piglio decisivo dell’Atalanta. Prima Zelewski entra in area, steso da Klaassen, per l’arbitro portoghese Nobre e il Var non è rigore. I dubbi non mancano. Samardzic rileva De Ketelaere, un po’ meglio rispetto a domenica sera, manca una conclusione favorevole dopo una combinazione Zalewski-Scamacca, il centrocampo è terreno di conquista di Ederson, coadiuvato da Gaetano, nel frattempo crescono le iniziative di Bellanova mentre l’Ajax non riesce più a palleggiare. Ancora Samardzic conclude sopra la traversa, Rowe e Krstovic, sostituti di Elmas e di Scamacca, pasticciano dalle parti di Ter Stegen, anche Bellanova, da destra, ha l’occasione per chiudere in rete ma calcia fuori. Poi la beffa su l’unico errore difensivo aggravato dal raddoppio nei secondi finali. Che peccato.
Giacomo Mayer