Il 2-1 ottenuto dall’Atalanta con la Cremonese non deve trarre in inganno o destare sospetti perversi. La Dea ha stradominato la partita con una prestazione di assoluto dominio e di tante occasioni anche se solo due concretizzate da Krstovic, neo capocannoniere nerazzurro con 7 gol all’attivo, e da Zappacosta. E’ un altro significavo passo avanti con il settimo risultato utile consecutivo, cinque vittorie e due pareggi. In pratica dopo la sconfitta con l’Inter l’Atalanta ha cominciato a correre, rallentando a Pisa e, seppur in inferiorità numerica per quasi l’intera partita, tenendo a banda il Como, che sembra la squadra diretta concorrente per un posto in Europa. Aggiungiamo la perla dei quarti di Coppa Italia col 3-0 alla Juve. Atalanta, quindi, in salute.
La partita con la Cremonese è addirittura sembrata ordinaria amministrazione, almeno fino alla sbadataggine di Kossounou all’ultimo minuto. Perfino facile nel creare azioni su azioni e confermando un presidio netto e chiaro verso la porta di Audero. Smentito anche il luogo comune, purtroppo vero, di una certa difficoltà nell’affrontare le cosiddette “piccole” anche se in casa solo il Pisa, alla prima giornata, aveva imposto il pari. Ma erano altri tempi, quasi un passato remoto.
Palladino manda in campo una formazione offensiva anche se all’ultimo momento deve rinunciare a De Ketelaere (fastidio al ginocchio destro) e lo sostituisce con Samardzic, finalmente protagonista di un’ottima prestazione, che fa compagnia a Raspadori e a Krstovic. Gli squalificati Ahanor e De Roon rilevati da Kolasinac e Pasalic mentre l’esterno sinistro è Zalewski. Nicola risponde mandando subito in campo i tre nuovi acquisti (Luperto, Thorsby e Maleh) con un 5-3-2 che, per forza di cose ma a doppio svantaggio già avvenuto si trasforma in 3-5-2.
La sostanza della partita è nettamente dalla parte dei nerazzurri che dominano in tutti settori del campo sostenuti dalle geometrie e dai palleggi sotto la guida illuminata di Pasalic e di Ederson. Poi sugli esterni: Zappacosta costringe l’ex Pezzella a starsene rintanato dietro, Zalewski fa la stessa cosa a sinistra mentre Raspadori si muove su tutta la linea offensiva creando grattacapi a tutti i difensori grigiorossi e Krstovic ingaggia una lotta greco-romana con l’ex compagno Baschirotto . Già al 9’ dopo tre angoli consecutivi Djimsiti di testa colpisce il palo esterno, al 13’ il vantaggio: cross al bacio , da destra, di Raspadori, Krstovic controlla di destro e poi calcia di sinistro infilando l’incerto Audero. Il dominio è assolto e al 20’ apertura di Raspadori per Zalewski, perfetto appoggio al centro per Samardzic che, al volo, colpisce la traversa. A questo punto inevitabile il raddoppio: Pasalic allarga a Zappacosta che, da destra, salta Luperto, rientra con una finta e beffa il portiere della Cremonese.
Nel secondo tempo Nicola prova Con Djuric , eventualmente pronto di testa per le palle lunghe ma Djimsiti non è certo uno che si faccia intimorire e difatti, vince i duelli. L’Atalanta controlla, lascia un effimero possesso palla alla Cremonese. Le risposte offensive dei nerazzurri arrivano presto ma prima Krstovic, assist di Samardzic, calcia fuori, quindi Sulemana, entrato al posto di Samardzic, spreca un ‘occasione d’oro con un tiraccio sbilenco su assist di Kossounou, quindi è Raspadori a sfiorare il tre a zero. Poi Djuric di testa, su cross di Zerbin, costringe Carnesecchi ad una parata decisiva sul palo destro. Il 3-0 sembra cosa fatta al 45’ grazie a Djimsiti su mischia d’angolo. Peccato che Sulemana sia in evidente fuorigioco. Riparte la Cremonese e su assist di Zerbin Thorsby mette in rete con Kossounou che, ancora una volta, si fa scavalcare dal pallone. Erroraccio per fortuna senza conseguenze. Krstovic e Zappacosta i migliori ma è difficile trovare un nerazzurro senza un voto consistente e di valore.
Giacomo Mayer
martedì 10 Febbraio 2026

