L’Atalanta continua il viaggio in Europa. 1-0 con il gol di Scamacca che regala la Conference, dopo Champions e Europa League, vinta due stagioni fa. Una partita ancora una volta di sofferenza contro un Hapoel modesto, tecnicamente molto modesto ma con un’organizzazione di gioco inappuntabile. Poi quando Sarri ha deciso che era il momento di Scamacca, di Bernasconi e di De Ketelaere, e prima di Pasalic per Sarmadzic, la differenza in campo si è vista subito. Abissale. Subito in campo Bernasconi con un inserimento di forza conquista l’angolo, sulla battuta respinge Tzur, da fuori tiro sbilenco di Bernasconi, poi Scamacca ribadisce in rete. Non è il caso di scandalizzarsi ma le regole del calcio contemporaneo, che ha allargato i confini, propongono una partita decisiva alla fine d’agosto. Per continuare a sognare anche in Conference, la competizione più “proletaria” dell’Uefa. E lo si nota anche dal budget a disposizione, rispetto alla Champions e all’ Europa League. E l’Atalanta ha raccolto la sfida e adesso prova ancora a stupire negli stadi del Vecchio Continente.
Sarri presenta due cambi rispetto all’andata: Kolasinac e Krstovic al posto di Bernasconi e di Scamacca mentre il tecnico israeliano Barda conferma gli stessi undici mente si rivede in panchina Toriel, decisivo con i suoi gol nella fase dei preliminari. Anche stavolta primo tempo di sofferenza, patendo la pressione e anche la fisicità della formazione israeliana. Per fortuna l’Hapoel è modesto tecnicamente e nel palleggio è un disastro ma è ben disposto in campo. Nei primi dieci di gioco è un pressing costante. Che continua quasi fino alla fine del prima, a sinistra Kolasinac patisce Owosu che cerca di lanciare Boateng con il sostegno di Altman, Gaetano non si vede, Ederson pasticcia e perde palloni preziosi, gli unici pericoli sono creati da Samardzic, il primo tiro il porta è suo e al 20’ parte in dribbling e salta tre israeliani come paletti da slalom ma viene steso da Falcao, poi ammonito, al limite. Il calcio di punizione finisce alto. Il copione della partita è sempre lo stesso con l’Hapoel pronto con ripartenze improvvise anche se Carnesecchi non corre pericoli. Nella ripresa non cambia granché anche se Krstovic regala subito un bel pallone a Ederson ma il tiro del brasiliano non spaventa Tzur, intanto l’Hapoel comincia a perdere la sua aggressività, tanti palloni sprecati e i nerazzurri, seppur senza particolari emozioni, comincia ad avvicinarsi con maggior frequenza verso l’area dei rossi israeliani. Poi i cambi salvifici. Prima tocca a Pasalic e a De Ketelaere e la Dea ne trova subito giovamento, poi Scamacca e Bernasconi per Krstovic e Kolasinac. I nerazzurri attaccano con continuità mentre l’Hapoel arretra paurosamente. Così arriva il gol di Scamacca. Una liberazione. L’Hapoel risorge anche con i cambi e proprio Buskila con diagonale velenoso cerca di beffare Carnesecchi che riesce a deviare sul palo. Difesa perfetta e per l’occasione Kossounou è stato tra i migliori in compagnia di Carnesecchi e Scalvini, Ederson e Gaetano in difficoltà, a sprazzi Samardzic, diligente Bellanova, Kolasinac con patemi d’animo, in attacco Krstovic quasi mai con palloni giocabili, Raspadori più difensore che attaccante e Zalewski a destra fatica (passato a sinistra con l’ingresso di CdK). Si è visto a Cassa, ammonito nel finale. Ma sono stati i cambi scientifici di Sarri a vincere la partita. Intanto Ahanor è passato al Chelsea. 48 milioni nelle casse atalantine. C’è sempre Rowe nel mirino.
Giacomo Mayer