No, non è stato un bel saluto al popolo nerazzurro. L’Atalanta si congeda con una sconfitta, seppur di misura, ma con una prestazione da dimenticare. Probabilmente l’unica nota positiva è stata la conquista matematica della partecipazione alla Conference, tanti bei viaggi nelle lande sperdute d’Europa. Il Bologna conferma di essere una squadra temibile, soprattutto in trasferta ed infatti non è un caso che abbia collezionato ben dieci vittorie. E’ vero, siamo al termine di una stagione logorante e in campo c’erano le due squadre che hanno giocato più partite, e quindi ci si poteva attendere una partita soporifera e senza particolari emozioni, l’Atalanta è stata di parola, i rossoblu invece hanno cercato l’impossibile. Perché nel gioco del calcio, lungo l’arco di una partita non si sa mai. Infatti il Bologna ha dato l’impressione di essere convinto, l’Atalanta abbastanza in vacanza. O perlomeno appagata. Non è un caso che tra i migliori in campo sia stato Carnesecchi dopo Ederson. Ed è altrettanto vero che il portiere del Bologna Skorupski è stato protagonista di una sola decisiva parata su Krstovic, comunque gol sbagliato, all’ultimo dei minuti di recupero. Palladino recupera Djimsiti e Scalvini e può presentare un trio difensivo, completato da Ahanor, in grado di contrastare l’attacco avversario, rispetto alla partita col Napoli Italiano schiera Heggem in difesa e Rowe al posto di Orsolini. E’ il Bologna ad alzare subito il ritmo della contesa e a guidare il gioco, l’Atalanta s’adegua e mantiene la linearità del suo schieramento. I rossoblu cercano, e spesso ci riescono, di allargare il gioco. Tocca, quindi, a Rowe, a sinistra, e Bernardeschi, a destra, portare i pericoli. A sua volta i nerazzurri costruiscono in mezzo al campo con De Roon, sempre vigile, addosso all’amico Freuler, e con Ederson, il migliore dei nerazzurri, che affronta a viso aperto la difesa dei felsinei. Krstovic cerca di appoggiare le iniziative con De Ketelaere e Raspadori in fase realizzativa, peccato che Skorupski dorma sonni tranquilli. Non così Carnesecchi che evita, per due volte, che il Bologna passi in vantaggio sulle conclusioni di Rowe e Castro. E’ soprattutto l’attaccante esterno inglese a creare pericoli ed a scardinare le linee difensive dei nerazzurri. Non memorabili le risposte offensive dell’Atalanta. Nel secondo tempo l’atteggiamento delle due squadre non cambia. Il ritmo, almeno all’inizio, è sempre alto. Si nota un bel tentativo di De Ketelaere che però termina fuori. Italiano cambia l’impostazione del centrocampo con Freuler davanti alla difesa a tenere d’occhio De Ketelaere mentre Pobega e Ferguson guardano De Roon ed Ederson. Poi il gioco rallenta e lo zero a zero sembra il risultato finale. Palladino ne cambia tre: entrano Pasalic, Sulemana, Musah per De Roon, Zalewski e Raspadori, poi entrerà Bakker al posto di De Ketelaere e, nei minuti finali, Kolasinac per Zappacosta. Anche Italiano muove le sue pedine: in campo Moro, Dallinga e Orsolini per Pobega, Castro e Bernerdeschi. L’Atalanta va in confusione. Prima di uscire Zappacosta da destra crossa in mezzo, colpo di testa di Sulemana che esce di poco. Poi arriva il gol rossoblu: Pasalic commette fallo su Moro e viene ammonito: punizione con Miranda che tocca a Rowe sulla sinistra, cross che arriva sull’estrema destra dove Orsolini anticipa Scalvini e Pasalic ed infila Carnesecchi su suo palo. Minuti da brividi perché il Bologna crede nel 2-0, poi c’è anche l’occasione del pari con Pasalic che appoggia a Krstovic. L’attaccante nerazzurro se ne va tutto solo ma poi calcia addosso a Skorupski. Arriva la quarta sconfitta casalinga dell’Atalanta, la Conference è confermata, tutti in festa.
Giacomo Mayer
domenica 17 Maggio 2026


