E’ finita con un pareggio (2-2) che accontenta l’Atalanta e apre scenari piuttosto lusinghieri per il ritorno. In vantaggio due volte la Lazio su errori dei nerazzurri ma subito ammortizzati dai fulminei pareggi. Pasalic, dopo sei minuti, rimedia all’errore di Kolasinac che si è lasciato scappare Dele-Bashiru, Musah con la decisiva collaborazione di Sulemana lenisce col 2-2 il rammarico di Pasalic che, controllando male un pallone, offre a Dia l’occasione del vantaggio, dopo solo tre minuti di illusione dei laziali. E il pari e patta, alla fine, consolida le aspirazioni della Dea di guadagnare il prossimo 22 aprile, ma la data è da definire, un’altra finale di Coppa Italia dal maggio 2019 ad oggi.
Nello sconsolante deserto dell’Olimpico mentre continuano le proteste della maggior parte dei tifosi biancocelesti avversi al presidente Lotito è stata una partita che l’Atalanta ha giocato senza dannarsi l’anima ma con cognizione di causa. Comunque, un gol annullato a Krstovic, bel colpo di testa, per un fuorigioco millimetrico di Zappacosta, autore del cross, una traversa sempre dell’immarcescibile Zappacosta, un altro colpo di testa di Pasalic fuori d’un soffio ma anche qualche errore di troppo, e non solo sui due gol. I nerazzurri prima hanno governato il gioco, poi l’hanno lasciato alla Lazio che ha avuto un palleggio, magari non irresistibile e di sicuro effimero, senza mai creare azioni pericolose dalle parti di Carnesecchi. Certo De Roon ha patito più del previsto i movimenti del connazionale Taylor aggiungendosi al dinamismo di Dele-Bashiru. Zalewsky votato, anche stavolta, sul “regista” avversario, vale a dire Cataldi, ha cominciato bene nell’assolvere il suo compito ma poi si è smarrito. A creare inquietudini alla Lazio ci hanno pensato Zappacosta e Bernasconi, spesso lasciati liberi dagli avversari che invece si addensavano al centro del campo, sporadiche le iniziative di Zaccagni e di Isaksen mentre Maldini non riusciva a liberarsi dalla morsa di Hien. Ecco, l’Atalanta va in vantaggio dopo 8’ di gioco: Scalvini lancia sulla destra Zappacosta, controllo e cross per Krstovic che di testa infila Provedel. Ma il vantaggio viene annullato per un fuorigioco millimetrico dell’esterno destro nerazzurro. Poi, seppur lentamente e senza correre pericoli, la Dea si affievolisce, la Lazio prende campo ma le idee sono scarse. L’inizio del secondo tempo è uno shock: Dele-Bashiru triangola con Maldini e con uno scatto lascia in surplace Kolasinac e porta in vantaggio i suoi. I nerazzurri si riorganizzano e dopo sei minuti esatti arriva il pari: Samardzic si sveglia dal letargo e con un gran sinistro costringe Provedel a respingere, Pasalic è più lesto di tutti e pareggia. Nonostante affiori un po’ di stanchezza, i nerazzurri sono più efficaci. Poi arrivano i cambi: Musah e Kossounou rilevano De Roon e Scalvini, per lui una leggera contusione al ginocchio sinistro, quindi Sulemana e Ahanor entrano per Samardzic e Kolasinac. C’è tempo anche per l’unica parata della partita di Carnesecchi su Taylor. Il pari sembra assodato. Invece la Lazio passa in vantaggio con Dia che sfrutta un errato controllo di Pasalic. Da non credere. Gli atalantini non ci stanno. Si buttano in attacco, Ahanor allarga a sinistra per Sulemana che salta Marusic e spedisce in mezzo, Musah, tutto solo davanti a nove laziali inermi, fulmina con un gran destro Provedel.
Giacomo Mayer


giovedì 5 Marzo 2026
