E’ un pareggio ma è come se fosse una sconfitta. L’Atalanta resta nel buio del tunnel nel quale si è infilata da un po’ di tempo. E se in campionato sono dolori, adesso anche in Conference non va certo meglio. L’uno a uno è scaturito in rimonta perché il Kairat si era portato in vantaggio con un micidiale contropiede, dopo la settima o ottava palla persa da Samardzic, il peggiore in campo, da Marc Gual che si è fatto sessanta e più metri di corsa, inseguito vanamente a Bernasconi, ed ha spiazzato Carnesecchi. Da non credere. Sarri ha schierato dal primo minuto Idele, a destra, che ha dato il suo contributo. Peccato avesse davanti, nel primo tempo, un Sulemana incapace di capire i movimenti in progressione e inefficace in fase conclusiva, tant’è vero che è stato sostituito da Ederson, spostando a destra Elmas. A sua volta il macedone aveva cominciato a fianco di Pasalic, protagonista di una prova più che dignitosa, a parte il gol fallito nel primo tempo mentre la gran botta nell’ultimo secondo poteva avere un altro esito. In difesa Scalvini e Obric, a sinistra Bernasconi, poco lucido. Alle spalle di Scamacca, qualche appoggio di qualità ma zero iniziative sotto porta, Samardzic e Rowe, un ottimo inizio con un gran tiro sventato da Anarbekov e poi si è messo a giocare in solitario, senza farsi mancare un battibecco con Sarri, poi sostituito da Zalewski, più combattivo rispetto al solito. A proposito di Samardzic: è stato un protagonista negativo, otto palle perse, una delle quali ha dato l’avvio del contropiede, scarsa determinazione e molti movimenti a vuoto, lasciato colpevolmente in campo per un’ora. Per agguantare almeno un pareggio, che momentaneamente evita guai peggiori, c’è voluto il solito Krstovic che ha spedito in rete, complice il portiere kazako, il pallone dell’uno a uno, su sponda di testa di Obric. Insomma un’Atalanta che non riesce a risollevare le sue sorti. Il gioco è abbastanza prevedibile perché il palleggio è incerto, mancando di ritmo ed intensità le difese altrui si combattono senza farsi prendere dall’ansia. Tra l’altro il Kairat sé presentato con 5-3-2 ma spesso la sua area e le zone limitrofe erano intasate dai suoi lasciando davanti il solo Edmilson perché Marc Gual, l’autore del gol, affiancava i compagni di centrocampo, irrobustendo le due linee di gioco. Così l’Atalanta governava sì il gioco (70% di possesso) ma non riusciva a trovare il buco per infilarsi. Ci ha provato, almeno all’inizio Rowe che si è perso col passare del tempo. Ad un certo punto, era il 32’, una triangolazione tra Scamacca ed Elmas liberava in piena area capitan Pasalic. A porta spalancata, angolava troppo il tiro, fallendo la più clamorosa delle occasioni. Sarri cerca di aggiustare la formazione all’inizio della ripresa: fuori Sulemana, ammonito, dentro Ederson. Tutti si aspettavano che rimanesse negli spogliatoi anche Samardzic , sostituito un quarto dopo d’ora da De Ketelaere. Poi subito il patatrac: tutta l’Atalanta è nell’area kazaka, al limite Samardzic perde un contrasto, pronto rilancio per Edmilson che smista per il compagno di reparto, Marc Gual: lunga fuga e gol. Stavolta l’Atalanta non si smarrisce e cerca il gol del pari. Lo fa con tanta buona volontà ma senza lucidità. Cross banali, tentativi, soprattutto di De Ketelaere, sporchi, Rowe che gioca da solo. Poi va meglio con Zaleswski, Zappacosta e, soprattutto, Krstovic che, riesce a trovare il palone del pareggio. Assalto finale ma resta l’uno a uno. E domenica trasferta a Monza dove c’è Juric che vuole organizzare un brutto scherzo. Tocca all’Atalanta sventarlo.
Giacomo Mayer