L’Atalanta ha cercato l’impossibile, ha tentato in tutti i modi di presentarsi alla settima finale di Coppa Italia. Invece l’ha spuntata la Lazio dopo i calci di rigore, arrivata a Bergamo con la chiara intenzione di difendersi. E basta. Ha prevalso la linea oscura, quasi un calcio oscurantista e demodè dei laziali. Peccato perché non sono bastati i 26 tiri verso la porta della squadra di Sarri, il 66% di possesso palla, i due gol annullati dal Var, un palo e un assedio quasi costante. Poi costa caro l’errore, l’ennesimo su palle inattive, sul primo tiro in porta degli avversari al 38’ del secondo tempo trasformato in gol. E poi un dopo partita di fuoco e fiamme: in sala stampa si è presentato l’amministratore delegato atalantino Luca Percassi che ha stigmatizzato l’operato dell’arbitro Colombo: “Il gol di Ederson non era da annullare. C’era indiscutibilmente un rigore per fallo di Gila per come è stata la dinamica del cross e non si è capito cosa l’arbitro abbia poi visto sull’annullamento di Krstovic, perché lui ha chiaramente anticipato il portiere della Lazio”. E ricordando cosa è successo nella finale nel 2019 col fallo di mano di Bustos non fischiato “Non è la prima volta che succede contro la Lazio, speravamo di non incapparci ancora”.  Sono previste ulteriori polemiche.

Si chiama Edoardo Motta, classe 2005, arrivato a gennaio e spedito in prima squadra dopo l’infortunio a Provedel, l’eroe della notte di Coppa Italia. Ha parato quattro rigori su cinque. Peccato per la Dea che sia il portiere della Lazio che con i suoi interventi decisivi porti la squadra di Sarri in finale, dopo una partita veemente, a tratti cattiva e anche scorbutica sotto l’aspetto tecnico. Per l’Atalanta un’amarezza indicibile, una prestazione comunque sfortunata. I nerazzurri hanno fatto di tutto e di più per vincere ma questa voglia matta ha nascosto una partita non decisamente all’altezza delle loro numerose virtù calcistiche. Eccessivo il tempo trascorso nel giro palla davanti ad una Lazio schierata tipo linea Maginot. Poi può succedere che al termine di quasi centotrenta minuti manchi la lucidità esecutiva. Vale a dire la prontezza di riflessi nel calciare i rigori. Infatti gli atalantini ne hanno falliti quattro (Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere, Raspadori invece ha segnato) su cinque e anche la Lazio ha rischiato grosso ma almeno due li ha realizzati. Quanto è bastato per guadagnare la finale all’Olimpico, in pratica a casa sua, contro l’Inter il prossimo 13 maggio. Eppure l’Atalanta avrebbe meritato di vincere. Ha cercato dal primo minuto fino alla fine di fare la partita, cercando di scardinare una Lazio chiusa e in grado di coprire spazi e movimenti senza mai impensierire Carnesecchi. Praticamente il vero e unico tiro in porta nell’occasione del vantaggio quando Romagnoli ha anticipato Djimsiti  su calcio d’angolo e ha messo il pallone alle spalle del portiere nerazzurro al 38’ del secondo tempo. Nel primo tempo L’Atalanta ha tempestato di azioni offensive la Lazio ma senza mai trovare il colpo vincente, il tiro decisivo l’azione di un fantasista che scardinasse la porta di Motta. Nel secondo tempo la tempesta si è trasformata in grandine perché sono arrivati i gol e le occasioni. Due gol annullati, un palo, un colpo di testa di Scamacca fuori di poco e un tiro, stavolta prevedibile, di Krstovic. L’Atalanta spinta in avanti dal suo popolo ha continuato ad attaccare, nonostante l’ostruzionismo e i tentativi di rissa dei laziali. Se nel primo tempo De Ketelaere ha dormicchiato, nella ripresa ha preso in mano le redini del gioco offensivo. Con il pallone tra i suoi piedi si aveva l’impressione che potesse succedere qualcosa. Anche grazie all’ingresso in campo di Raspadori e di Pasalic. Il gol è arrivato, quello di Ederson, poi annullato per il fallo di Krsotvic su Motta. E l’assedio continua. E quando i supplementari sembravano un finale ovvio ecco al 38’il gol di Romagnoli, su calcio d’angolo, per gentile concessione di Djimsiti. Per fortuna ci ha pensato Pasalic a pareggiare, assist di Krstovic su lancio di Raspadori. Nel primo tempo supplementare l’Atalanta passa in vantaggio: cross da destra di De Ketelaere, colpo di testa di Zappacosta e altro colpo di testa vincente di Raspadori. Il gol viene annullato per fuorigioco di Zappacosta. L’Atalanta è sempre dalle parti di Motta. Scamacca, entrato all’inizio dei supplementari al posto di Krstovic, crea un ‘occasione su colpo di testa che Motta manda sul palo. Si va ai rigori. Maledetti.

Giacomo Mayer