Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l’Athletic Bilbao? Acqua passata per Raffaele Palladino, allenatore di un’Atalanta a forza quattro col Parma. “La differenza è che stavolta nelle difficoltà c’è stata una reazione di squadra – è la tesi dell’allenatore -. Il grande passo avanti è stato arrivare bene a questa partita, i primi due giorni dopo la partita persa mercoledì sono stati difficili, quella sconfitta ci ha fatto male”.

Il segreto, dunque, per il manico è una scopa sempre sul pezzo: “Siamo stati dentro la partita dal primo minuto all’ultimo. Nei momenti di difficoltà abbiamo reagito di squadra, mentre in Champions il problema è stato quello – spiega -. Avevo chiesto di metterci lo spirito mancato a Pisa, anche per non stare lì a ridire che perdiamo punti con le piccole. Ho solo visto un po’ di leggerezza a fine primo tempo, non voglio personalismi e supercifialità. Nel secondo tempo m’è piaciuta la mentalità di chi entrato, da Pasalic e Krstovic, abbiamo messa tanta qualità davanti per fare quattro gol”.

“Questa era una partita difficile per il contraccolpo psicologico di coppa, invece ho visto una squadra con grande voglia, aggressiva. Siamo maturati e cresciuti. Bisogna recuperare bene le energie, tra quattro giorni c’è un’altra partita di Champions League e può succedere di tutto, anche nelle scelte dei giocatori – continua Palladino -. Carnesecchi sta facendo cose straordinarie, è diventato un leader in spogliatoio, è uno dei migliori portieri della serie A. M’è piaciuto Krstovic quand’è entrato, anche De Roon ed Ederson che ha alzato il livello, Scalvini che ha fatto tutta la partita, Raspadori”.

C’è anche l’elogio alla diga olandese, a quota 23 palloni nel sacco come Stromberg, benché in 422 partite anziché 273: De Roon è il capitano e il cervello che vede gioco, dopo 5 minuti mi ha proposto un’uscita diversa di squadra e l’abbiamo fatta. Non so se farà l’allenatore, più gioca e più fa bene. Il nostro capitano ce lo teniamo”. E sul super attacco? “Non si cono musi lunghi per le scelte di formazione. Negli ultimi metri possiamo essere più cinici e più bravi nell’ultimo passaggio. Sono felice di avere l’imbarazzo della scelta”.

I giocatori: Raspadori, De Roon e Krstovic
“Le sensazioni sono super positive, ho ritrovato un compagno e un amico come Scamacca. Sono stato accolto alla grande da tutti, ho ricevuto molto entusiasmo, provando il piacere di abbracciare anche i compagni nuovi. La prima da titolare in casa segnando in un a vittoria così importante? Difficile sognare di meglio”. Giacomo Raspadori esulta per essere riuscito a metterla alla seconda presenza dopo il battesimo del fuoco atalantino alla Cetilar Arena: “Questo tipo di approccio c’era stato chiesto dopo due partite in discontinuità. Non potevamo sbagliare, per ottenere prestazioni e risultati così è fondamentale. Mi fa piacere che la mia voglia si sia vista. La società mi ha dimostrato grande fiducia e il suo essere super ambiziosa aderisce al mio modo di essere. Mi hanno voluto bene da subito convincendomi che il progetto è quello giusto”. Sul reparto, poche parole: “C’è tanta qualità, ci sono tante soluzioni non solo nel reparto offensivo. Tra attaccanti abbiamo caratteristiche diverse ma proprio per questo complementari. Krstovic mi ha messo una palla solo da spingere in rete: è importante trovarsi in un gioco di squadra”.

“Era importante reagire. Sono felice per aver segnato ma di più per la squadra. La sconfitta con il Bilbao ci ha fatto soffrire – aggiunge Marten de Roon da bordocampo -. Ci siamo ripresi con l’avvicinarsi della partita col Parma, mettendoci grinta e spirito. Non sono mancati momenti di sofferenza, soprattutto nel secondo tempo, ma l’importante era rimanere compatti. Per il gol sono contento, per quello di Krstović di più“. Chiosa ovvia, sempre a DAZN, di Nikola che segna quanto il titolare, 6 in campionato e 8 in tutto: “Non mi importa chi parte dall’inizio o chi entra, lavoriamo bene tutti i giorni per farci trovare pronti all’appuntamento. Ora pensiamo all’Union Saint-Gilloise mercoledì. Adesso sto segnando (5 nelle ultime 5, tre di fila compreso il Bilbao, ndr), nei primi mesi per me era tutto nuovo ma di problemi non ne ho mai avuti”. SF