Un’altra conferenza stampa che assomiglia a un appello a proprietà e dirigenza, quando le voci su Cristiano Giuntoli, ma soprattutto su Thiago Motta in panchina e Vincenzo Italiano come alternativa, si stanno facendo quasi grida assordanti. Di più: Raffaele Palladino parla al popolo nerazzurro e dice da che parte vuole stare. Senza usare il 3-2 pirotecnico al Milan come argomento a favore, anche se l’elogio e l’auto-elogio ci sta: “Non era scontata una prestazione perfetta contro una big che voleva fare punti. Il rammarico è di averne persi noi con squadre di medio-bassa classifica, ma non dimentichiamoci del tredicesimo posto da cui eravamo partiti al mio arrivo. Competiamo comunque per una posizione europea. Spero di essere apprezzato dalla società, ma il destino non è nelle mie mani”.

Dalla pancia di San Siro, il tecnico dell’Atalanta a cui tanti vedono le valigie già in mano mantiene il consueto aplomb britannico: “Abbiamo giocato di squadra in entrambe le fasi e di questo devo ringraziare chi va in campo. Imparo tutti i giorni dai giocatori, con cui c’è grande sintonia. Insieme abbiamo fatto un grande lavoro. Spero di continuare con loro, perché mi hanno dato tanto”. Sui singoli, la difesa a spada tratta di un acquisto voluto da lui: Raspadori è stato straordinario anche in fase di non possesso marcando Ricci. L’abbiamo messo apposto sul play per poi lasciarlo libero di attaccare nelle zone che gli piacciono di più”. Un piano gara che piace alla gente che piace ai tifosi, visti i cori dedicati al mugnanese: “Il loro apprezzamento mi emoziona. Abbiamo applicato quanto preparato: siamo stati bravi ad avere pazienza nell’andare da un lato all’altro per poi bucare centralmente, sapevamo che ci sarebbe stato spazio sulla trequarti col 5-3-2 difensivo del Milan molto basso. Un avversario fortissimo in transizione che non a caso ci ha messo in difficoltà nel finale”. A venti scarsi dalla mezzanotte, una dichiarazione d’amore interessata e, perché no, sfrontata: Il destino non è tutto nelle nostre mani, mercoledì prossimo il nostro tifo penderà dalla parte dell’Inter. Il settimo posto ci pensiamo noi a difenderlo”.
Il Palladino-pensiero“Non penso al futuro, penso a finire bene la stagione. Ho dato tutto per questi colori, credo di essere apprezzato da giocatori e tifosi, spero di esserlo anche dalla società a cui toccano le valutazioni a fine stagione. E’ l’Atalanta che merita attenzione, non Palladino.
La partita è stata preparata bene e siamo stati molto pericolosi davanti concedendo niente fino al 3-0. Questa è la risposta di un grande gruppo che rema dalla stessa parte al culmine di una settimana con qualche critica ricevuta. Ci sono grandi valori umani e tecnici: gli ultimi minuti ci dispacciono, chiuderla sul tre a zero sarebbe stato meritato ma ci sta anche vincere soffrendo contro una squadra di grandi individualità che alla fine mettendo tanti attaccanti ha segnato da palla inattiva e su rigore.Mi emozionano gli attestati di stima da parte dei ragazzi, io avevo preso questa squadra demotivata e con problemi. S’è creata subito magia. Loro hanno sempre dimostrato grande attaccamento e grande unione. Li ringrazio pubblicamente per la risposta sul campo. Io voglio sempre il bene loro, dell’Atalanta e dei tifosi.Krstovic è un attaccante che attacca, difende, uno spirito, una voglia e una fame impressionanti. Dà il massimo fin dagli allenamenti, lotta anche quando sbaglia, si rimette a posto e vuole migliorarsi. Al mio arrivo s’è messo sotto a pedalare ed è migliorato al punto da riuscire a fare reparto da solo: può migliorare nella pulizia del gioco, nel gioco a due tocchi anche spalle alla porta.

I giocatori: Carnesecchi elogia Palladino, Hien contento“Una prestazione incredibile che mancava da un po’. Siamo felicissimi per aver ritrovato una grande prestazione e pure dispiaciuti per aver pagato tanto in questo ultimo periodo, specialmente per il mio errore contro la Juventus in un ko che ci ha tagliato le gambe. Ma la grande vittoria di oggi corrobora il settimo posto. Abbiamo fatto sembrare il Milan molto meno di una squadra da Champions – il commento a DAZN di Marco Carnesecchi -. Nel finale ci siamo abbassati un po’ e abbiamo sbagliato le pressioni. Era una battaglia annunciata, il Milan ci ha messi là provando a rimontare. Comunque questa vittoria è qualcosa di grande. Se la meritava anche il mister, che ci ha dato una mano incredibile nella rimonta facendoci scalare tante posizioni: magari l’allenatore passa in secondo piano, ma ha i suoi grandi meriti, ci ha dato una grandissima mano”.“Sono molto soddisfatto per essere tornato al meglio dopo un mese di infortunio, ho fatto mezzora col Genoa e sono contento di aver fatto tutta la partita stasera – chiosa Isak Hien dalla sala conferenze del Meazza -. Mi sentivo in forma, sono uscito bene anche su Saelemaekers. Una vittoria che ci rende contenti, a differenza della stagione complessiva. Era importante dimostrare a tutti di essere una squadra forte: non è facile essere al top stagione dopo stagione. Questa che si sta concludendo può essere un passo indietro per farne due davanti”. Effe