Il ruolo del pompiere per smorzare i focherelli dell’entusiasmo tocca a Raffaele Palladino: “Tiro le orecchie ai ragazzi che hanno parlato, anche se l’ambizione mi piace”. Ma che avevano detto di tanto azzardato gli intervistati da DAZN a ruota della vittoria all’inglese dell’Atalanta in casa della Lazio? “Non ci accontentiamo del sesto posto, vogliamo guardare avanti. Siamo a meno 4 dalla Champions, sperando che vincano il Napoli e l’Inter. C’è un grande spirito, siamo un gruppo fenomenale. Volevamo scavalcare il Como e adesso vediamocela in Champions a Dortmund. Oggi non ho fatto gol, ma l’importante erano i tre punti. Abbiamo retto con un giocatore di meno negli ultimi dieci minuti: abbiamo due giorni per recuperare, ma martedì vogliamo andare a vincere”, le parole raggianti di Nikola Krstovic.
Quanto all’autore del bis, Nicola Zalewski, non c’è nemmeno bisogno dell’idrante: “Si guarda soprattutto avanti. Il campionato è lungo, ci propone partite importanti e difficili che però hanno anche tanti punti in palio. Il gol? E’ stato importante e anche bello, so di avere il destro a giro e sono riuscito ad aprirlo molto bene. Un’azione corale con Bernasconi a darmi un bel pallone. C’è da essere contenti per la prestazione di squadra”.
Il tecnico nerazzurro, ovviamente, tira le orecchie, ma col sorrisetto sullo sfondo. “Sono felice che i miei giocatori siano ambiziosi, ma bisogna restare umili. Non era facile venire a vincere a casa di una squadra forte e in salute. Nella prima fase, in una sfida a viso aperto, la Lazio ha fatto meglio di noi, che poi ci siamo riorganizzati, abbiamo trovato le forze e anche saputo metterci il cinismo necessario”, la premessa di Palladino. Sulla partita, poche parole: “Il dna e i principi di gioco dell’Atalanta sono di andare a recuperare alti la palla, essere coraggiosi e accettare i duelli. La Lazio gioca a due tocchi attaccando la profondità grazie a Daniel Maldini che ha fatto un’ottima partita, a Isaksen e a Noslin. In tante occasioni coi recuperi alti, anche nel primo tempo, potevamo farle male. Ora bisogna recuperare le energie, fra meno di ottanta ore si gioca in Champions”.
“Partite come questa servono ad aumentare autostima e consapevolezza. Il nostro percorso non inizia certo da oggi con una posizione in classifica in più, ma è in corso da tre mesi, una scalata dal tredicesimo al sesto posto. Non credo nel turnover né faccio le scelte di formazione o sui cambi per quello, ho disposizione venti giocatori di movimento perché De Ketelaere è fuori. Ho sostituito Ahanor non per demerito perché ammonito e il ragazzo ha capito, stesso discorso all’intervallo per Scalvini”, ha proseguito il tecnico nerazzurro.
Ancora, sui singoli: “Raspadori arriva da un periodo in cui non ha giocato e ha bisogno di farlo con continuità. Per noi è importante, perché giovane, italiano, di grande mentalità e umiltà. Un vincente, anche, perché in carriera ha già vinto tanto. Purtroppo dobbiamo valutare il piccolo problema muscolare: per il resto, dobbiamo metterlo nelle condizioni di potersi esprimere al meglio. Ederson? Ho scherzato a fine partita. Con lo staff scegliamo tre rigoristi, i primi due sono Scamacca e De Ketelaere. Uno era in panchina, l’altro infortunato. Gli ho detto che per farlo segnare ho dovuto farlo fare rigorista…”. Infine, sugli orizzonti nuovi che sembrano dischiudersi anche sul fronte interno: “Non guardiamo alla corsa Champions o altro, ma solo a noi stessi. L’obiettivo è risalire continuando la scalata, con fame e consapevolezza dei nostri mezzi. Siamo molto felici, abbiamo tre competizioni. Dobbiamo recuperare le energie perché si gioca tanto”. Esse


sabato 14 Febbraio 2026
