Doveva stare fuori cento giorni. Fino al termine di aprile o inizio maggio.

Invece Duvan Zapata ha dimezzato i tempi di rientro e domani torna ad accomodarsi in panchina contro il Napoli esattamente 56 giorni dopo l’infortunio subito il 6 febbraio contro il Cagliari.

Si parlava di almeno tre mesi di stop, più realisticamente anche di tre mesi e mezzo, all’indomani della ricaduta del 6 febbraio contro il Cagliari e dopo la visita lampo in Finlandia dal professor Orava, il mago dei tendini, che aveva consigliato di non ricorrere all’intervento chirurgico, che avrebbe chiuso anticipatamente la stagione con addirittura un quadrimestre di inattività.

Per questo Zapata ha scelto di evitare il bisturi e di volare a Siviglia per sottoporsi ad una terapia conservativa tendinea, seguendo un percorso riabilitativo stilato da Carlos Pedrosa, suo fisioterapista di fiducia e consulente della nazionale colombiana. Pedrosa aveva già seguito il giocatore nell’inverno 2019, quando Zapata era stato fuori per tre mesi da ottobre a gennaio per un analogo infortunio muscolare con interessamento al tendine.

La terapia conservativa ha permesso di limare i tempi di ripresa previsti in tre mesi, riducendoli a meno di un bimestre.

Ora Duvan riparte: con l’obiettivo di essere al meglio nella gara di ritorno del 14 contro il Lipsia, ma chissà che non possa già giocare giovedì uno spezzone in Germania.

 

Fabrizio Carcano